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Home Comitato studentesco Fascicolo classi quarte per assemblea 21 dicembre 2011

Fascicolo classi quarte per assemblea 21 dicembre 2011

ASSEMBLEA 21 DICEMBRE 2011

TEMA CLASSI QUARTE: AMBIENTE

Le energie rinnovabili in Italia e nel mondo

Le Fonti Energetiche Rinnovabili, FER, (solare termico, fotovoltaico, eolico,..) stanno vivendo una stagione di grande sviluppo a livello mondiale, assumendo un peso sempre maggiore nella produzione energetica. Queste fonti energetiche, oltre ad essere inesauribili, sono ad impatto ambientale nullo in quanto non producono né gas serra né scorie inquinanti da smaltire.

Negli ultimi anni la quota mondiale percentuale di energia prodotta tramite queste fonti è molto aumentata , (come si vede nel grafico qui sotto che descrive la crescita dell’eolico in Italia negli utlimi anni); sulla base di questo trend le fonti rinnovabili di energia nei prossimi 10 anni avranno una crescita senza paragoni, in modo particolare per l’eolico ed il solare.


Eolico in Italia – Potenza cumulata dal 2004 al 2009


Interessanti sono anche i numeri del fotovoltaico, ad esempio, in Italia nel 2009 sono stati installati 730 MWp, in Francia 185 MWp, in Germania 3000; questi possono essere considerati dei risultati di incremento eccezionali, se si considera che in tutto il mondo nell’anno 2008 l’installato fotovoltaico aveva raggiunto i 5.600 MWp.


Fotovoltaico: potenza installata nel 2009 nei principali paesi


E’ stimato che le FER saranno gli unici settori energetici ad avere una forte crescita in termini di fatturato, numero di occupati ed energia prodotta. Dunque questa tipologia di produzione energetica si configura come la vera innovazione del prossimo futuro nel panorama dell’energia mondiale.

In Italia puntare sulle fonti energetiche rinnovabili, ed in particolare su quella solare, eolica e geotermica, può rappresentare una straordinaria occasione per creare nuova occupazione e ridurre la dipendenza dalle importazioni di greggio, oltre a stimolare la ricerca e l'innovazione tecnologica. Può rappresentare anche una opportunità per ripensare e migliorare la qualità delle nostre città, per rinnovare e recuperare edifici che consumano troppa energia, caldi d'estate e freddi d'inverno. La strada da seguire è dunque quella di valorizzare le risorse naturali - sole, vento, acqua, biomasse e calore del sottosuolo - a seconda delle potenzialità locali.

Fonti: www.fonti-rinnovabili.it

Nucleare in Italia

Storia del nucleare in Italia e uranio in Italia.

In Italia l'energia nucleare è stata sfruttata tra il 1963 e il 1990, presso le 4 centrali nucleari presenti sul nostro territorio e decommissionate in seguito al referendum abrogativo del 1987.

Le centrali di Latina, Sessa Aurunca e Trino permettavano all'Italia di essere, negli anni '60, il terzo produttore mondiale di energia nucleare, con una tecnologia assai sviluppata tanto da portare a considerare quella di Trino la centrale elettronucleare più potente del mondo.

La centrale di Caorso venne invece iniziata nel 1970, mentre nel 1982, a seguito del nuovo Piano Energetico nazionale, fu messa in cantiere la costruzione di 2 reattori nucleari a Montalto di Castro e delineata anche una seconda centrale a Trino.

Ma già a partire dal 1979, in seguito al gravissimo incidente di Three Mile Island, il nucleare inizia a destare serie preoccupazioni sia nell'opinione pubblica che nei governi. In seguito al successivo grave incidente di Chernobyl (1986), l'Italia decide di far esprimere i cittadini sulla volontà o meno di ospitare sul territorio nazionale le centrali nucleari.

Grazie alla grande partecipazione e alla schiacciante maggioranza espressasi contro il nucleare, i governi dei primi anni '90 pongono fine al progetto nucleare con la chiusura delle 3 centrali di Latina, Trino e Caorso. Quella di Montalto di Castro fu invece convertita a centrale termoelettrica.

Nel periodo di attività, le centrali nucleari in Italia hanno prodotto scorie radioattive stoccate quasi interamente in impianti di ritrattamento francesi e inglesi: sono scorie radioattive riprocessate che torneranno comunque in Italia tra il 2017 e il 2025, come previsto dagli accordi.

In Italia risulta un rilascio incontrollato di liquidi radioattivi nel 2006, presso Saluggia, in un deposito contenente barre di combustibile irraggiato provenienti dalla centrale di Tirso.

Oggi nel nostro Paese vi sono due reattori sperimentali in funzione, presso l'ENEA di Roma, avviati a regime totale nel 2010.

URANIO IN ITALA

In Italia esiste una presenza di uranio assai modesta. Il più importante ritrovamento è avvenuto a Novazza, in Lombardia, e si tratta di un giacimento in realtà mai sfruttato e che dovrebbe garantire, secondo l'AIEA, una quantità totale di 6.100 tonnellate di uranio.

Questo è però un dato totalmente teorico e privo di riscontri tecnici. Tra l'altro, la regione Lombardia ha impedito qualsiasi indagine mineraria, quindi di fatto il potenziale uranifero nazionale è pari a zero: si deve infatti sottolineare che anche se si riuscissero ad estrarre le quantità di uranio presumibilmente presenti a Novazza, queste nella migliore delle ipotesi servirebbero ad alimentare una moderna centrale nucleare per una durata non superiore ai 10 anni, e andrebbero comunque preventivamente trattate all'estero. Ecco perché il nucleare non toglie ma crea una nuova dipendenza energetica: quella dall' uranio.

Fonti: www.educambiente.tv

SPECIALE AGRICOLTURA DI PRECISIONE

Comunque vada, sarà un risparmio

Benché il passaggio all’agricoltura mirata comporti dei costi, ogni suo step ha un proprio effetto di miglioramento dei profitti

Perché orientarsi verso l’agricoltura di precisione? Questa domanda si affaccia spesso nella mente dei contoterzisti e degli agricoltori più evoluti, o comunque più disponibili all’innovazione, senza che la comunità scientifica abbia finora dato una risposta precisa.
I motivi di questo ritardo sono essenzialmente tre:
1 - esistono almeno tre modelli di agricoltura di precisione, ognuno dei quali ha proprie differenziazioni interne, per cui i casi da esaminare sono davvero numerosi;
2 - il progresso tecnico è tuttora in corso e quella che sembrava una tecnologia d’avanguardia un anno fa è stata già superata da nuovi sostanziali miglioramenti (pensiamo all’uso del telerilevamento), senza che peraltro si sia avuta una reale diffusione dell’una o dell’altra;
3 - la fluttuazione dei prezzi dei prodotti agricoli, dell’energia e dei mezzi tecnici.

Utile anche alle piccole aziende

Chi sostiene che la precision farming possa funzionare solo su grandi estensioni dimostra di non avere capito nulla

Benché se ne parli da circa quindici anni, non si può dire che l’agricoltura di precisione abbia veramente sfondato, non solo nel nostro Paese, alquanto restio ad accogliere le innovazioni, ma anche in altre realtà, come gli Stati Uniti, che ne sono stati la culla e che rappresentano ancora – nell’immaginario collettivo – il regno incontrastato della tecnologia.
È ben vero però che questa tecnica è di origine americana, frutto di un sistema in cui la ricerca scientifica, la tecnologia e le stesse applicazioni destinate a scopi strategici o militari si fondono con l’economia, con un grado di integrazione del tutto sconosciuto in Italia, dove si tende invece a ragionare per compartimenti stagni.
Tutto nasce dal complesso satelliti messi in orbita per guidare in modo quasi infallibile i sistemi d’arma aerei: strumenti di morte, certo, ma anche di difesa (ricordate i missili Patriot?). La singolarità di tutta la faccenda sta nel fatto che chi aveva messo in piedi la rete di satelliti capì che quello che era stato un investimento di portata cosmica (in tutti i sensi...) poteva far guadagnare miliardi di dollari con le applicazioni civili.

fonti: Il Contoterzista n. 10/2008
Redazione Riviste EdAgricole

OGM. Svantaggi e vantaggi

Con questo termine sono indicati quegli organismi (piante, batteri o animali) il cui patrimonio genetico è stato modificato in laboratorio, con l’introduzione di un gene estraneo, prelevato da un organismo donatore appartenete a qualsiasi specie vivente. Lo scopo consiste nell’ottenere un aumento della produzione oppure tipi di sostanze che, in natura, sono prodotte da organismi completamente diversi.

Secondo i sostenitori delle biotecnologie non esiste differenza di natura fra i prodotti dell'ingegneria genetica e quelli delle tradizionali tecniche di selezione, ma vi è soltanto una differenza di grado, poichè sia nelle tecniche di incrocio che nelle biotecnologie vengono introdotte delle variazioni nel genoma di una specie. Ciò indipendentemente dalla subordinazione delle tecniche tradizionali ad un fattore di casualità, diversamente dalle biotecnologie, che invece possono individuare in anticipo con esattezza il risultato della manipolazione (almeno per quanto riguarda le piante). Si deve però riconoscere che una frattura si è effettivamente prodotta, perchè le biotecnologie infrangono i limiti imposti dalle differenze di specie e anche quelli fra regni vegetale e animale. Non si possono infatti trascurare gli svantaggi che possono derivare dal rilascio nell’ambiente di piante e animali geneticamente manipolati. Si tratta di rischi imprevedibili, come quello relativo all’inquinamento genetico, che potrebbe avere effetti irreversibili e conseguenze ancora sconosciute sulla salute e sull’ambiente. Inoltre, l’ingegneria genetica applicata all'agricoltura produce la resistenza agli erbicidi e quindi un incremento dell'uso dei veleni. Le specie manipolate più resistenti potrebbero anche invadere e dominare alcuni ecosistemi, sostituendosi alle varietà autoctone e rischiando così di danneggiare la biodiversità. Infine è accertato che le proteine transgeniche possono provocare reazioni allergiche o tossiche per la salute.

Gli effetti prospettati dell’OGM nel settore agroalimentare sono considerati, invece, vantaggiosi per vari motivi: un ridotto impiego di pesticidi grazie alla selezione di varietà resistenti ai parassiti; il miglioramento delle tecniche di conservazione del cibo, riducendo l’uso di conservanti artificiali; il miglioramento delle proprietà nutrizionali e organolettiche degli alimenti; l’incremento della resa delle colture; l’estensione delle coltivazioni in aree inospitali.

Fonti: www.rai.it

La raccolta differenziata

La raccolta differenziata è il modo migliore per preservare e mantenere le risorse naturali, a vantaggio nostro ma soprattutto delle generazioni future: riusare, riutilizzare e valorizzare i rifiuti, dalla carta alla plastica, contribuisce a restituirci e conservare un ambiente "naturalmente" più ricco.

Ogni nostra azione produce inquinamento: anche la più comune, come per esempio leggere un giornale o bere un'aranciata, non sarebbe nulla, se non considerassimo che ogni giorno nel mondo vengono stampate milioni di pagine, costruite milioni di bottiglie in plastica o lattine in alluminio, assemblati milioni di oggetti e mobilio per le nostre case. Approfondisci anche con il risparmio energetico.

Tradotto in altre parole, milioni di alberi abbattuti, milioni di litri di petrolio consumati, milioni di kg di CO2 immessi nell'atmosfera: con la raccolta differenziata, invece, gran parte di queste risorse vengono risparmiate.

Alcuni esempi:

  • ognuno di noi produce circa 30 kg di plastica ogni anno: se questa plastica fosse completamente riciclata, in un comune di 100.000 abitanti si risparmierebbero 10.000 tonnellate di petrolio e carbone
  • per produrre 1 kg di alluminio, occorrono 15 kwh di energia elettrica; per produrre un kg di alluminio riciclato, servono invece 0,8 kwh: in Italia, ogni anno, vengono consumate 1 miliardo e 500 mila lattine
  • per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica: per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano invece 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica
  • se non differenziati, i farmaci in discarica possono dar luogo ad emanazioni tossiche ed inquinare il percolato; inoltre, la presenza di antibiotici nei rifiuti può favorire la selezione di ceppi batterici resistenti agli stessi antibiotici
  • la raccolta differenziata del vetro permette un risparmio annuo, in Italia, pari a 400.000 tonnellate di petrolio
  • i pneumatici, una volta terminato il loro ciclo, possono essere reimmessi in ciclo per gli utilizzi più svariati: è importante, poichè in Italia ne vengono scartati ogni anno 500.000 tonnellate, per un volume di oltre 3 milioni di metri cubi, l'equivalente di più di 6 stadi di San Siro colmi fino all'orlo
  • da 100 kg di olio usato se ne ottengono 68 di olio nuovo: 1 solo kg di olio usato disperso nell'ambiente inquina 1.000 metri cubi d'acqua.


Adesso, provate a fare due calcoli con gli oggetti che vi circondano!

I risparmi della raccolta differenziata

  1. Raccolta differenziata plastica
    Con il recupero di 1.000 tonnellate di plastica (ossia la quantità di plastica prodotta da una piccola città) si ottiene il risparmio di circa 3.500 tonnellate di petrolio, cioè l'equivalente dell'energia usata da 20.000 frigoriferi in un anno . Anche i toner e le cartucce fax e fotocopiatrici, oltre a contenere materiali inquinanti, sono di plastica: utilizzali il più a lungo possibile mediante la rigenerazione e, una volta esauste, consegnale all'isola ecologica.
  2. Raccolta differenziatacarta
    Per produrre una tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, 440.000 litri d'acqua e 7.600 kwh di energia elettrica.
    Per produrre invece una tonnellata di carta riciclata bastano 1.800 litri d'acqua e 2.700 kwh di energia elettrica
  3. Raccolta differenziatavetro
    Nella produzione di vetro "nuovo", per ogni 10% di rottame di vetro inserito nei forni si ottiene un risparmio del 2,55% di energia, equivalente ad oltre 130 litri di petrolio risparmiato per ogni tonnellata di vetro riciclato usato
    Si stima che l'industria vetraria registri ogni anno un risparmio energetico, grazie alla raccolta differenziata, pari a 400.000 tonnellate di petrolio.
  4. Raccolta differenziata verde (ramaglie)
    Gli scarti provenienti dalla cura delle aree verdi e dei nostri giardini (foglie, erba, residui floreali, ramaglie, potature) costituiscono una parte consistente dei rifiuti prodotti e sono fondamentali per il processo di compostaggio industriale.
    Ne sono sufficienti 10 tonnellate per fertilizzare un ettaro di terreno.
  5. Raccolta differenziata  alluminio
    Per produrre 1 kg di alluminio, occorrono circa 15 kwh di energia elettrica ed un impianto di estrazione di bauxite.
    Per produrre 1 kg di alluminio da materiale riciclato, occorrono invece 0,8 kwh di energia e, soprattutto, nessun impianto di estrazione di bauxite, assente nel nostro paese.
  6. Raccolta differenziata frigoriferi
    Frigoriferi e congelatori sono costituiti per lo più da acciaio e plastica ma contengono anche sostanze chiamate clorofluorocarburi (CFC), responsabili dei danni all'ozono atmosferico.
    Si stima che ogni frigo contenga in media 250 grammi di CFC vari (freon, poliuretano), oltre all'olio minerale altamente dannoso contenuto nel motore dell'impianto refrigerante.
  7. Raccolta differenziata olio minerale
    L'olio minerale usato (olii lubrificanti nell'artigianato, negli autoveicoli, nell'industria, ecc.) è per la quasi totalità recuperabile.
    Da 100 kg di olio usato si ottengono 68 kg di olio nuovo.
  8. Raccolta differenziata  pneumatici
    In Italia è stato calcolato che il 65% dei pneumatici finisce nelle discariche.
    La gomma è un combustibile e, quando nella discarica avvengono combustioni non controllate, si liberano, soprattutto a causa dei pneumatici, fumi densi molto inquinanti.
    Il recupero dei pneumatici usati avviene, per esempio, con la triturazione:
    alla temperatura di 100° sotto zero raggiunta tramite l'impiego di azoto liquido, la triturazione meccanica diventa semplice e la successiva separazione automatica dei vari componenti assicura un riciclo pressochè totale dei materiali, che vengono utilizzati come sottostrati anti-rumore per strade ed autostrade, piste da corsa e campi sportivi, ecc.

Unire raccolta differenziata e risparmio energetico è il miglior modo per combattere l'inquinamento.

Fonti: www.educambiente.tv

 

Agenda

Latine ludere Villa Fidelia Spello : 18 maggio

Campionati internazionali di giochi matematici Università Bocconi Milano: 19 maggio

Premiazione del concorso "L'Europa del futuro è nelle vostre mani" : 20 maggio

Incontro con l'artista: Tonina Cecchetti : 22 maggio

Incontro con l'artista : Eraldo Chiucchiù: 23 maggio

Premiazioni delle Olimpiadi delle Scienze naturali : 23 maggio

Spettacolo teatrale Liminalia Il tempo dei sogni : 23 maggio

Giornalisti in erba : 25 maggio

Borsa di studio Adriana Paci Comparato: 25 maggio

Spettacolo teatrale Carthago: Entrées est sortie : 27 maggio

Massima del giorno

Le nostre paure sono proporzionali alla mancanza di fiducia in noi stessi


Henri Le Saux

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Notizie da: Educazione&Scuola